Acufene a Roma: fischi e ronzii alle orecchie, diagnosi e trattamento ORL
Cos'è l'acufene e quanto è diffuso
L’acufene (o tinnito) è la percezione di un suono — fischio, ronzio, fruscio, cigolío, pulsazione — in assenza di una sorgente sonora esterna. Non si tratta di una malattia in senso stretto, ma di un sintomo che può indicare la presenza di diverse condizioni a carico dell’apparato uditivo o di strutture ad esso collegate.
Si stima che circa il 10-15% della popolazione adulta abbia sperimentato un acufene almeno una volta nella vita. Per circa il 2-3% delle persone il disturbo è sufficientemente intenso e persistente da interferire in modo significativo con la qualità della vita, il sonno, la concentrazione e il benessere emotivo.
L’acufene può comparire a qualsiasi età, ma è più frequente dopo i 40 anni e tende ad aumentare con l’esposizione a rumori intensi, con il progressivo declino uditivo legato all’età e in concomitanza con situazioni di stress psicofisico elevato.
Le principali cause dell’acufene
Identificare la causa dell’acufene è il primo passo fondamentale per impostare un trattamento mirato. Le cause più frequenti includono:
Danno cocleare da rumore
L’esposizione prolungata o improvvisa a suoni molto intensi (concerti, macchinari, esplosioni) può danneggiare le cellule ciliate della coclea, generando un segnale elettrico anomalo percepito come acufene. Questa è una delle cause più comuni, specialmente nei giovani.
Presbiacusia (ipoacusia legata all’età)
Il fisiologico invecchiamento dell’apparato uditivo porta a una riduzione della sensibilità alle alte frequenze. Questa perdita uditiva si associa frequentemente alla comparsa di acufeni.
Otosclerosi e patologie dell’orecchio medio
Alterazioni della catena ossiculare (martello, incudine, staffa) o del timpano possono generare acufeni, spesso associati a calo dell’udito di tipo trasmissivo.
Malattia di Ménière
In questa patologia dell’orecchio interno, l’acufene è uno dei sintomi caratteristici insieme alle vertigini, al senso di pressione auricolare e al calo uditivo fluttuante.
Farmaci ototossici
Alcuni farmaci — tra cui certi antibiotici (aminoglicosidi), diuretici dell’ansa, antinfiammatori ad alte dosi e chemioterapici — possono danneggiare la coclea e scatenare acufeni. È importante segnalare sempre la terapia in corso al medico specialista.
Stress, ansia e componente psicologica
Lo stress non causa direttamente l’acufene, ma può amplificarne la percezione e peggiorarne l’impatto sulla vita quotidiana. In alcuni pazienti la componente psicologica è predominante e richiede un approccio integrato.
Condizioni muscolo-scheletriche
è noto che condizioni come il bruxismo notturno, il serramento diurno la malocclusione dentale possono provocare l’acufene. Pazienti con artrosi (anca-ginocchio)o patologie della colonna vertebrale possono sviluppare uno scompenso muscolare che si ripercuote sui muscoli della colonna e del collo rimandando un suono.
Cause vascolari
L’acufene pulsante — che segue il ritmo del battito cardiaco — può essere legato a condizioni vascolari come ipertensione, aterosclerosi, patologie tiroidea, malformazioni artero-venose o aumentata pressione endocranica. Richiede una valutazione approfondita e urgente.
Come si manifesta l’acufene: le diverse forme
L’acufene non è sempre uguale. Può variare per:
- Tono: acuto (fischio), medio (ronzio) o grave (brontolío)
- Lateralità: monolaterale (un solo orecchio), bilaterale o “nella testa”
- Continuità: costante o intermittente
- Intensità: da appena percettibile a invalidante
- Carattere: tonale o pulsante
Questa variabilità ha un significato diagnostico preciso e orienta lo specialista verso la causa più probabile.
Quando rivolgersi allo specialista ORL
Non bisogna aspettare che il disturbo diventi insopportabile. È consigliabile effettuare una visita ORL quando:
- L’acufene persiste per più di qualche settimana
- Si accompagna a calo dell’udito, anche lieve
- Compare improvvisamente e in modo intenso (acufene acuto: va valutato entro 24-72 ore)
- È pulsante e sincrono con il battito cardiaco
- Interferisce con il sonno, la concentrazione o il lavoro
- Si associa a vertigini o instabilità dell’equilibrio
L’acufene acuto monolaterale con calo uditivo improvviso è un’urgenza medica: prima si interviene, maggiori sono le probabilità di recupero.
La visita ORL per l’acufene: cosa aspettarsi
La valutazione specialistica dell’acufene inizia con una dettagliata raccolta anamnestica: da quanto tempo è presente, come si manifesta, se ci sono stati eventi scatenanti, se si associa ad altri sintomi, quali farmaci si assumono.
Gli esami che vengono eseguiti o prescritti in base al quadro clinico includono:
- Audiometria tonale e vocale: per misurare la soglia uditiva e identificare eventuali perdite
- Impedenzometria: per valutare la funzionalità dell’orecchio medio e del timpano
- Acufenometria: per caratterizzare il tono e l’intensità
- Potenziali evocati uditivi (ABR/BERA): per studiare la via uditiva centrale
- Esami di imaging (RMN) se si sospettano cause retrococleare o centrali
Le opzioni di trattamento dell’acufene
L’acufene non ha nella maggioranza dei casi una “cura” nel senso classico del termine, ma esistono diverse strategie efficaci per ridurne la percezione e l’impatto sulla qualità della vita che dipendono della causa (bite notturno, cure odontoiatriche, massaggi dei muscoli delle masticazione, fisioterapia, fluidificanti del sangue, vasodilatatori periferici, integratori per il trofismo neuronale, terapia per l’ipertensione o per la patologia tiroidea ecc. Quindi un attenta anamnesi è fondamentale.
Tinnitus Retraining Therapy
È attualmente considerato il trattamento più efficace. Combina una componente di counselling (per modificare la risposta emotiva all’acufene) con una componente di terapia sonora (suoni di sottofondo che aiutano il cervello a “abituarsi” al tinnito).
Terapia sonora e mascheramento
L’uso di generatori di suono ambientale o di apparecchi acustici con funzione di mascheramento può ridurre significativamente la percezione dell’acufene, specialmente nelle ore notturne.
Terapia medica nelle forme acute
Nelle forme acute, specialmente se associate a ipoacusia improvvisa, può essere indicata una terapia corticosteroidea sistemica o intratimpanica, da iniziare il prima possibile.
Supporto psicologico e cognitive-behavioral therapy (CBT)
La terapia cognitivo-comportamentale ha dimostrato una buona efficacia nel ridurre il distress associato all’acufene cronico, agendo sulla componente emotiva e sul ciclo di ansia-ipervigilanza che tende ad amplificare la percezione del suono.
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Per una valutazione specialistica dell’acufene a Roma, la Dott.ssa Bonifacio offre visite ORL con audiometria dedicata. Contatta lo studio per fissare un appuntamento.
F.A.Q.
L'acufene può scomparire da solo?
In alcuni casi sì, specialmente se la causa è transitoria (tappo di cerume, otite, esposizione acuta a rumore). Nei casi cronici tende a stabilizzarsi.
Lo stress può causare l'acufene?
Lo stress non causa direttamente l’acufene, ma può renderne la percezione più intensa e difficile da gestire. Spesso agisce come amplificatore su una condizione già presente.
L'acufene porta alla sordità?
Non necessariamente. L’acufene e la perdita uditiva possono coesistere, ma l’uno non causa l’altra. Tuttavia è importante effettuare una valutazione audiologica completa.
Esistono rimedi naturali per l'acufene?
Alcune modifiche dello stile di vita possono aiutare: ridurre il consumo di caffeina e alcol, gestire lo stress, evitare esposizioni a rumori forti, praticare attività fisica regolare. Non esistono tuttavia rimedi naturali con efficacia scientificamente provata per l’acufene.